Carlo Castone della Torre di Rezzonico

Dal momento che la biografia di un personaggio tanto importante si trova sulla enciclopedia Treccani, mi limiterò a enunciare i motivi per cui una persona di tale spessore possa e deva essere idolo di tutti gli studenti del Magno Liceo A. Volta di Como, dicendo la verità tutta la verità nient’altro che la verità su Carlo Castone

Carlo Gastone della Torre di Rezzonico – Liber Liber

La mia esistenza era circondata dalle tenebre della ignoranza, fino all’istante in cui la mia gentil ‘professoressa mi fece scoprire la figura di questo poeta dalle mani di velluto. Fu un uomo tanto eccelso per il comune di Como che il suo busto si trova nello squisito frontone neoclassico del Magno Liceo A. Volta di Como. Nella parte superiore sono inseriti i busti di: Cecilio, Caninio Rufo, Gaio Plinio Secondo a sinistra; Gaio Plinio Cecilio, Paolo Giovio e il nostro Carlo Castone della Torre di Rezzonico a destra; sant’Abbondio, nel timpano della parte centrale; Innocenzo XI e Clemente XIII nella zona sottostante.

Ora potrei riportare molte delle imprese eroiche che hanno connotato la sua lunga vita (ha addirittura vissuto nel 1767!), ma sarebbe come aggiungere una goccia d’acqua in un oceano immenso, quindi parlerò della sua prova per antonomasia: la traduzione della Batracomiomachia. (se vuoi saperne di più sulle rane leggi il mio articolo qui)

La Batracomiomachia è un’opera attribuita a Omero, ma è raggruppata nelle opere dell’Omero Minore, ed è la parodia di un poema epico tradizionale dal momento che a lottare sono le rane e i topi e non degli eroi semidivini. A parte l’importanza dell’opera, che fu tradotta anche da Giacomo Leopardi, la traduzione del Dih (Carlo Castone Della Torre di Rezzonico) fu definita ai suoi tempi di esattezza salviniana.

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Questa era la verità tutta la verità nient’altro che la verità su Carlo Castone Della Torre di Rezzonico.

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